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Comune di Sarzana

Sarzana non si ferma: “L’Impavida” diventa il Piano Strategico della Cultura 2026–2028

SARZANA 14.04.2028_ La candidatura di Sarzana a Capitale Italiana della Cultura 2028 si trasforma in un dispositivo permanente di governo della città fondato sulla cultura come leva strutturale di sviluppo.

Data:
15 Aprile 2026
Tempo di lettura:
8 min.

Come già anticipato negli atti di programmazione comunali, la corsa a Capitale ha rappresentato infatti un traguardo fondamentale di un percorso decennale, che prosegue ricco di questa esperienza. All’indomani della selezione finale, che ha visto Sarzana tra le dieci città finaliste a livello nazionale,  l’Amministrazione Comunale annuncia il rilancio strategico delle politiche culturali, intese come asse trasversale capace di incidere su urbanistica, turismo, economia, welfare e qualità della vita. Il lavoro costruito in questi mesi diventa, in modo organico e coerente, l’agenda di governo del prossimo triennio forte di nuove infrastrutture umane, relazionali, fisiche e digitali. Stamani, nel corso della conferenza stampa al Teatro degli Impavidi, gli amministratori sarzanesi hanno infatti confermato che il dossier “L’Impavida. Sarzana crocevia del futuro” costituisce la base operativa del nuovo Piano Strategico della Cultura 2026–2028.  “Un piano – hanno spiegato- che nasce da un processo di co-progettazione con istituzioni, cittadini, associazioni e territori e che oggi si traduce in una traiettoria capace di mettere a sistema gli investimenti, rafforzare i presidi culturali della città e garantire continuità alle progettualità avviate, affiancando a queste nuove azioni coerenti con il disegno complessivo.  La visione che ha retto la candidatura, e che oggi diventa politica pubblica, è chiara e riconoscibile: Sarzana sceglie di essere una città che usa la cultura come infrastruttura permanente e non come semplice programmazione di eventi, una città che connette persone, luoghi e saperi, trasformando la propria identità di crocevia in un modello di sviluppo contemporaneo”.
Nel dettaglio è stato precisato quanto segue:
La programmazione culturale
Il progetto di Sarzana ha individuato le coordinate su cui costruire questo percorso, che restano i punti fermi della programmazione culturale del Piano Triennale, a partire dal palinsesto di manifestazioni identitarie sviluppato con continuità negli anni e messe a sistema, anche attraverso una valorizzazione continua degli spazi della cultura. Una cultura che mette in relazione patrimonio, ambiente e persone e trasformando il paesaggio e gli spazi urbani in spazio di vita e progettazione; una cultura comunitaria che mette al centro gli abitanti, allarga l’accesso e costruisce inclusione reale; una cultura intelligente che interpreta la città come sistema di conoscenza diffusa, capace di unire radici storiche, educazione, innovazione e produzione culturale.
Una visione economica che valorizza il Made in Italy come patrimonio culturale e produttivo, legando artigianato, impresa e identità. Un modello di turismo lento e consapevole che supera la logica del consumo e costruisce esperienze rispettose del territorio. Una rete di istituzioni, tessuto culturale, co-programmazioni e co-produzioni, capace attraverso la cultura di legare sempre di più Sarzana e il suo ecosistema territoriale. In questa impostazione la cultura non è un settore, ma il principio ordinatore delle politiche pubbliche.
L’eredità di marketing territoriale: il nuovo branding della città
Il lavoro di questi mesi lascia in eredità non solo progetti, ma un’identità precisa. “Impavida” diventa il segno distintivo della città e definisce un modo di essere e di agire, coerente con la sua storia e orientato al futuro. Il simbolo del martin pescatore sintetizza questa traiettoria: capacità di osservare, scegliere e agire con decisione.
Il posizionamento di Sarzana come città di cultura e crocevia tra più regioni, tra passato e futuro, unito alla valorizzazione delle reti già esistenti — come ALA (Area Ligure Apuana) o il recente protocollo d’intesa culturale con Pietrasanta — si consolida come elemento centrale della strategia di comunicazione e marketing territoriale, con l’obiettivo di affermare un modello riconoscibile a livello nazionale di città media capace di coniugare qualità della vita, cultura e sviluppo sostenibile. Anche la comunicazione digitale verrà riorganizzata in modo funzionale, distinguendo chiaramente i livelli istituzionale, turistico e culturale e costruendo un racconto continuo e coerente della città che dialoghi sul piano fisico e digitale.
Il percorso “Cantiere Città” e la continuità dei Comitati
Il percorso per trasformare la candidatura nel nuovo Piano Strategico Triennale della Cultura entra ora nella sua fase più operativa anche grazie a “Cantiere Città”, iniziativa del Ministero della Cultura e della Fondazione Scuola dei beni e delle attività culturali dedicata alle città finaliste. I primi incontri si terranno a Roma, nella sede del Ministero della Cultura, dal 6 all’8 maggio, e vedranno protagonista anche Sarzana.
Sarà questa un’opportunità importante per strutturare il nuovo Piano Triennale e costruire la programmazione del prossimo triennio. In questo quadro si rafforza la governance costruita durante la candidatura: il Comitato Scientifico proseguirà il proprio lavoro, dando profondità al percorso e individuando le chiavi identitarie su cui sviluppare il futuro della città. L’obiettivo, è trasformare il patrimonio relazionale e progettuale accumulato in una capacità stabile di attuazione.
La storia della città come racconto del futuro
Uno dei risultati più rilevanti della candidatura è stata la crescita di consapevolezza collettiva rispetto al patrimonio cittadino, un patrimonio identitario e contemporaneo, di cui abbiamo sempre più consapevolezza anche grazie al lavoro prezioso del Comitato Scientifico.
Il Piano Strategico proseguirà e rafforzerà questo lavoro, valorizzando il patrimonio storico-artistico e documentario, rileggendo in chiave contemporanea la storia unica di Sarzana forte del suo patrimonio artistico, culturale e monumentale e della sua funzione di crocevia, costruendo una connessione sempre più forte tra patrimonio materiale e produzione culturale contemporanea. 
Il percorso e i nuovi orizzonti
Nelle prossime settimane il Comune di Sarzana incontrerà i diversi partner, per mettere a sistema il nuovo Piano Strategico Triennale della Cultura, che diventa azione di governo capace di legare tutti i diversi ambiti amministrativi.
Forte della consapevolezza e del posizionamento acquisiti, Sarzana è ormai inserita stabilmente nel circuito culturale di livello nazionale e potrà aprire una nuova fase di proiezione internazionale. In una prospettiva di medio-lungo periodo, il Comune di Sarzana potrà lavorare alla costruzione di nuovi progetti e candidature, non tanto per inseguire titoli, ma per promuovere le proprie unicità su scala europea e globale, fondate su elementi concreti: dal sistema delle fortezze alla funzione storica di crocevia, dal patrimonio librario al paesaggio culturale delle valli del Magra e del Vara. Un percorso strutturato e progressivo, coerente con la strategia complessiva della città.
Cristina Ponzanelli, Sindaco di Sarzana: “Abbiamo dimostrato a tutta Italia che Sarzana ha la forza, l’intelligenza e le infrastrutture per affermarsi stabilmente in una dimensione culturale di alto livello. Soprattutto, abbiamo visto la nostra identità diventare più solida e consapevole, unita attorno a una visione comune. L’energia e le reti costruite in questi mesi sono il nostro capitale più grande. Oggi ‘L’Impavida’ è un brand, un’identità e un metodo di lavoro strutturale. Non ci fermiamo: il nostro percorso per portare Sarzana nel mondo prosegue, grazie a chi ha lavorato con noi fino a oggi e a chi continuerà a farlo nei prossimi anni.”
Simona Ferro, Vicepresidente e Assessore alla Cultura della Regione Liguria: “Sarzana è una città coraggiosa che ha saputo costruire un progetto credibile e lungimirante. Sono felice che questo impegno non vada disperso: con il nuovo Piano Triennale della Cultura l'amministrazione comunale, insieme ai tanti partner, saprà valorizzare i luoghi storici della città e promuovere attività e iniziative che, sono certa, sapranno abbracciare tutta la provincia e la Regione, proprio come era nelle intenzioni della candidatura a Capitale Italiana della Cultura 2028. Ringrazio il sindaco Ponzanelli e il suo team perché hanno saputo trasformare il percorso intrapreso in un’opportunità straordinaria per il territorio, nel segno della cultura e al servizio dei cittadini".

Giorgio Borrini, Assessore alla Cultura di Sarzana: “Sarzana è oggi una città che ha il coraggio di proporre una visione nuova e utile a tutto il Paese. La candidatura è stata una tappa di un percorso più ampio: lo abbiamo detto fin dall’inizio, non cerchiamo titoli, ma consapevolezza e la capacità di costruire percorsi concreti e duraturi. Oggi Sarzana è più forte e consapevole e nel 2028 lo sarà ancora di più, grazie a infrastrutture stabili e alla capacità della comunità di porsi nuovi traguardi. Grazie a chi ha lavorato fino a oggi e a chi proseguirà. Nelle prossime settimane incontreremo il Ministero della Cultura, la Regione Liguria e i partner, proseguendo il dialogo con il tessuto culturale della città e valorizzando il patrimonio storico e identitario per costruire insieme la programmazione del prossimo triennio.”
Egidio Banti, Presidente del Comitato Scientifico:“Il comitato scientifico lavorerà certamente secondo l’incarico ricevuto. L’esperienza vissuta nei mesi scorsi non sarà certamente messa da parte. La dimensione storica rimane fondamentale, anche in vista di ricorrenze importanti dei prossimi anni come quelle legate alla figura di Castruccio, per rafforzare l’identità di Sarzana e quindi anche le prospettive future della città”
Umberto Croppi, direttore della candidatura di Sarzana 2028: “Fin dall’inizio l’Amministrazione di Sarzana e il gruppo di lavoro che ha collaborato alla stesura del dossier hanno aderito allo spirito a cui è improntata l’istituzione delle capitali della cultura: non una competizione, ma la messa a punto di uno strumento di progettazione strategica. La decisione di realizzare quanto programmato è la conferma di questa consapevolezza e degli impegni presi all’atto della candidatura. La disponibilità, che ho a suo tempo offerto, a collaborare con gli operatori culturali della città, resta per me valida per l’attuazione delle intenzioni espresse nel documento programmatico, certo che il raggiungimento degli ambiziosi obiettivi in esso contenuti potrà rappresentare un lavoro di intelligente organizzazione del futuro per la comunità sarzanese e un esempio per gran parte del territorio italiano”.

A cura di

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Ultimo aggiornamento: Mercoledì, 15 Aprile 2026 11:14

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