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Relazione tecnica Illustrativa
Elaborazione Cartografica Preliminare
8.1 Parametri di valutazione acustica
8.1.1 Impianti produttivi e commerciali
Il numero di esercizi e attività commerciali e/o terziarie che gravita nell'area esaminata può aver rilievo sia per emissioni sonore dirette sia per quanto riguarda il traffico veicolare indotto.
Diventa fondamentale quindi analizzare le citate attività in termini di densità nell'area, di sorgenti sonore presenti, di intensità della manodopera e di trasporto delle merci.
Non vanno tuttavia trascurati aspetti quali l’orario di esercizio degli impianti e gli orari e le entità di afflusso degli eventuali utenti.
Per realtà più significative e radicate va stimato l'attuale livello di emissione e soprattutto l'ampiezza dell'area sulla quale esse hanno influenza: va infatti tenuto conto che la classificazione è un aspetto rilevante non per le aree poste all'interno degli insediamenti industriali o artigianali, ma per le aree ad esse adiacenti.
Nelle aree con presenza di attività artigianali e di piccoli insediamenti industriali, oltre che di insediamenti abitativi, individuate dal PRG come zona produttiva, ma che per tipologia e caratteristiche costruttive siano tali da rispettare sia in periodo diurno che notturno i limiti di rumore imposti da una classe inferiore, si è proceduto tutelando maggiormente i ricettori.
Si rammenta infine come sia ammissibile:
- per la collocazione in classe V la presenza non preponderante di attività artigianali, commerciali e uffici;
- per la collocazione classe VI una limitata presenza di attività artigianali, e come le aree prospicienti i parcheggi e le aree di accesso di centri commerciali e ipermercati siano preferibilmente da inserire in classe IV.
8.1.2 Traffico
Ai fini della classificazione acustica la presenza di strade, è senz'altro da ritenere come un importante parametro da valutare per attribuire una classe di appartenenza delle aree prossime alle infrastrutture.
In tal senso il DPCM 14/11/1997 si riferisce ai sistema viabilistico come ad uno degli elementi che concorrono a caratterizzare un'area del territorio e a classificarla dal punto di vista acustico, individuando quattro categorie di traffico:
- traffìco locale (classe II);
- traffico locale o di attraversamento (classe III);
- ad intenso traffico veicolare (classe IV);
- strade di grande comunicazione (classe IV).
Ai fine dell’identificazione, si assume per:
- traffico locale quello che avviene in strade collocate all'interno di quartieri, non si ha traffico di attraversamento, vi è un basso flusso veicolare, è assente il traffico di mezzi pesanti;
- traffico di attraversamento quello caratterizzato dalla presenza di un flusso sostenuto di traffico principalmente leggero tra aree diverse dello stesso centro urbano;
- traffico intenso quello presente contraddistinto da elevati flussi di traffico sia in periodo diurno che in periodo notturno.
Per quanto riguarda la distinzione tra le aree di classe IV e quelle di classe III in relazione alla componente traffico, è necessario esaminare caso per caso la tipologia dell'infrastruttura viaria, i volumi e le tipologie di transito, le caratteristiche delle aree urbanizzate attraversate.
Alla luce di ciò, si ha che:
- le strade di quartiere devono pertanto considerate parte integrante dell'area di
appartenenza ai fini della classificazione acustica.
Per esse quindi non si ha fascia di pertinenza, ma si assume la classe delle aree circostanti;
- le strade di grande comunicazione hanno invece l'effetto di determinare la classificazione delle aree vicine all'infrastruttura stradale.
La Tabella A, allegata ai DPCM 14/11/1997, prevede che le aree in prossimità di strade di grande comunicazione siano individuate come aree da inserire in classe IV.
Ciò non esclude che in prossimità delle suddette arterie possano essere assegnate le classi V e VI, qualora esistano o siano previste destinazioni urbanistiche con insediamenti a carattere industriale o centri commerciali polifunzionali.
- sono da attribuire alla classe IV le aree prospicienti le strade primarie e di scorrimento quali ad esempio tronchi terminali o passanti di autostrade, tangenziali, strade di penetrazione e di attraversamento dell'area urbana, strade di grande comunicazione atte prevalentemente a raccogliere e distribuire il traffico di scambio tra il territorio urbano ed extraurbano, categorie riconducibili alle strade di tipo di strade A, B, D del D. Lgs 285/92;
- le aree poste a distanza inferiore a cento metri dalle strade di grande comunicazione, quali ad esempio le autostrade o le tangenziali e cioè da strade di tipo A o B, sono da classificare in classe IV o superiore;
- sono da inserire in classe III le aree prospicienti le strade di quartiere, strade di collegamento tra quartieri, utilizzate da un basso flusso di veicoli leggeri unicamente per la mobilità interna ad uno specifico settore dell'area urbana;
- appartengono alla classe II le aree prospicienti le strade locali di piccoli agglomerati urbani con transiti numericamente poco rilevanti, con assenza di mezzi pesanti e limitati al periodo diurno.
Queste condizioni non escludono tuttavia un possibile innalzamento della classe attribuita, laddove le destinazioni d’uso di dette zone lo richiedano.
Una volta definita l’eventuale tipologia della classe acustica da apporre, occorre stabilirne l’ampiezza in funzione delle schermature (file di fabbricati più o meno continue), ovvero tenendo conto degli ostacoli interposti sul percorso di propagazione del suono: file di edifìci, facciate di isolati, dislivelli e barriere naturali.
A tale scopo si è ritenuto applicare, in linea di massima, i seguenti criteri:
- per file di fabbricati continui si considera indicativamente la sola facciata a filo strada e in
caso di arretramento vanno considerati gli edifìci compresi entro 30 metri dal margine
della carreggiata;
- per i tratti privi di insediamenti si considera una fascia la cui larghezza, dipendente dagli
schermi e/o ostacoli naturali, che dovrebbe garantire un abbattimento di almeno 5 dB(A)
rispetto al valore del livello equivalente rilevabile a 50 metri dal limite carreggiata
esterna.
8.1.3 Rumore ferroviario
Analogamente al rumore stradale, anche le emissioni sonore prodotte dal traffico ferroviario sono normato da uno specifico Decreto del Presidente della Repubblica.
Ciò nonostante, l'allegato A del DPCM 14/11/1997, riconoscendo all’infrastruttura ferroviaria quale elemento concorrente alla caratterizzazione acustica di territorio, indica la classe IV per le aree poste in prossimità di linee ferroviarie.
Tuttavia ciò non esclude che in prossimità delle suddette infrastrutture possano essere assegnate le classi V e VI, qualora esistano o siano previsti insediamenti industriali o di centri commerciali, oppure se le caratteristiche delle aree vicine all'infrastruttura ferroviaria e quelle del traffico che si svolge sulla stessa lo rendono possibile.
Per le linee ferroviarie di grande comunicazione, per le quali si ha presenza di traffico ferroviario anche in periodo notturno, non può quindi essere determinata una classe inferiore alla IV nella fascia di territorio distante meno di cento metri dalla linea ferroviaria.
8.2 Valutazione dei parametri acustici
Il peso di ognuno dei parametri elencati al paragrafo precedente è stato valutato secondo la seguente tabella di correlazione:
Parametro |
Valore parametro |
Traffico veicolare |
Traffico locale |
Traffico veicolare |
Intenso traffico veicolare |
Commercio e servizi |
Limitata presenza di attività commerciali |
Presenza di attività commerciali e uffici |
Elevata presenza di attività commerciali e uffici |
Industria e artigianato |
Assenza di attività industriali e artigianali |
Limitata presenza di attività artigianali e assenza di attività industriali |
Presenza di attività artigianali e limitata presenza di piccole attività industriali |
Infrastrutture |
Assenza di strade di grande comunicazione, linee ferroviarie, aree portuali |
Assenza di strade di grande comunicazione, linee ferroviarie, aree portuali |
Presenza di strade di grande comunicazione, linee ferroviarie, aree portuali |
Densità di popolazione |
bassa |
media |
alta |
Tab. 10: Parametri per l'attribuzione delle classi II, III e IV
Al termine dell’analisi fin qui svolta è stato possibile redigere una classificazione preliminare del territorio comunale di Sarzana in cui si è provveduto ad una prima parziale aggregazione di classi omogenee, limitando così la frammentazione delle classi all’interno del territorio comunale, ma dove al contempo non sono ancora inserite le fasce cuscinetto necessarie per il rispetto del criterio di contiguità.
Successivamente, sulla base della vocazione prevalente della sezione e dell’attività antropica in essa svolta, si è svolto un lavoro di sintesi delle informazioni raccolte, prendendo a riferimento anche le unità territoriali di maggiore estensione definite con il PUC.
Ai fini dell’elaborazione della cartografia preliminare di zonizzazione acustica sono stati quindi presi in considerazione anche i seguenti elementi:
- le destinazioni d’uso e gli obbiettivi di sviluppo
- l’individuazione delle principali criticità ai fini della tutela acustica
- la presenza di attrezzature e di servizi esistenti o di progetto in attuazione del P.R.G. Vigente
- le dimensioni massime ammissibili per l’esistente ed i nuovi insediamenti
8.3 Attribuzione delle classi
Si intende per area una qualsiasi porzione di territorio che possa essere individuata tramite una linea poligonale chiusa. Si intende per classe una delle sei categorie tipologiche di carattere acustico individuate nella tabella A del DPCM 14/11/1997.
Si intende per zona acustica la porzione di territorio comprendente una o più aree, delimitata da una poligonale chiusa e caratterizzata da un identico valore della classe acustica.
La zona, dal punto di vista acustico, può comprendere più aree (unità territoriali identificabili) contigue anche a destinazione urbanistica diversa, ma che siano compatibili dal punto di vista acustico e possono essere conglobate nella stessa classe.
Ciò detta quindi la necessità di individuare univocamente, nell'ambiente esterno, il confine delle zone acustiche, che dovrebbero possibilmente essere delimitati da confini definiti da elementi fisici chiaramente individuabili quali strade, ferrovie, corsi d'acqua, etc.
Lo scopo fondamentale della classificazione deve essere quello di rendere coerenti la destinazione urbanistica e la qualità acustica dell'ambiente.
Per definire la classe acustica di una determinata area e quindi i livelli del rumore presenti o previsti per area data, ci si deve in primo luogo basare sulla destinazione urbanistica. La classificazione viene attuata avendo come riferimento la prevalenza delle attività insediate.
8.3.1 Classe I - Aree particolarmente protette
"Rientrano in questa classe le aree nelle quali la quiete rappresenta un elemento di base per la loro utilizzazione: aree ospedaliere, scolastiche, aree destinate al riposo ed allo svago, aree residenziali rurali, aree dì particolare interesse urbanistico, parchi pubblici, ecc.".
L'individuazione di zone di classe I va fatta con estrema attenzione, possibilmente agendo anche sulla scorta di specifici rilievi fonometrici che ne supportino la sostenibilità.
L'esigenza di garantire la tutela dal rumore in alcune piccole aree fornisce una valida motivazione di individuazione di una zona di classe I anche se di dimensioni molto ridotte che quindi non viene quindi omogeneizzata nelle aree a classificazione superiore. Sono stati pertanto inclusi in classe I:
- i complessi ospedalieri, i complessi scolastici.
Nel caso di edifici inseriti in ambiti fortemente antropizzati, la classificazione può essere fatta in relazione al contesto di appartenenza: se tale contesto è facilmente risanabile dal punto di vista acustico la presenza di tali edifici può determinare la scelta della classe I, altrimenti si dovrà classificare in base al contesto e la protezione acustica potrà essere ottenuta attraverso interventi passivi sulle strutture degli edifici;
- le aree scolastiche e ospedaliere vengono classificate in Classe I ad eccezione dei casi in
cui le stesse siano inserite in edifici adibiti ad altre destinazioni (ad esempio case di cura,
cliniche, asili e piccole scuole, etc., inseriti in edifici che hanno anche altre destinazioni
d'uso); in tal caso assumono la classificazione attribuita all'area circostante l'edificio in cui
sono poste;
- i parchi e i giardini adiacenti alle strutture scolastiche ed ospedaliere, se integrati con la funzione specifica delle stesse dovranno essere considerati parte integrante dell'area definita in Classe I.
Tra le aree di interesse urbanistico, si possono inserire anche le aree di particolare interesse storico, artistico ed architettonico e porzioni di centri storici per i quali la quiete costituisca un requisito essenziale per la loro fruizione (es. centri storici interessati da turismo culturale, centri storici totalmente chiusi al traffico privato con assenza di attività commerciali e terziarie).
- aree di particolare interesse urbanistico comprendenti beni paesistici e monumentali vincolati ai sensi del D.Lgs n. 490 del 29 ottobre 1999 (dalle leggi 1089/39, 1497/39, 431/85) limitatamente alle parti di interesse naturalistico.
- le aree destinate a parchi nazionali, regionali e di interesse locale, riserve naturali ad eccezione di quelle parti del territorio su cui insistono insediamenti produttivi, abitativi e aree agricole nelle quali vengano utilizzate macchine operatrici.
Per i parchi sufficientemente estesi si può procedere ad una classificazione differenziata in base alla reale destinazione delle varie parti di questi.
Ove vi sia un'importante presenza di attività ricreative o sportive e di piccoli servizi (quali bar, parcheggi, ecc...), la classe acustica può essere di minore tutela.
Non sono invece da includere in Classe I le piccole aree verdi di quartiere che assumono le caratteristiche della zona a cui sono riferite.
8.3.2 Classe II - Aree destinate ad uso prevalentemente residenziale
"Rientrano in questa classe le aree urbane interessate prevalentemente da traffico veicolare locale, con bassa densità di popolazione, con limitata presenza di attività commerciali ed assenza di attività industriali ed artigianali."
Fanno parte di questa classe le aree residenziali con assenza o limitata presenza di attività commerciali, servizi, etc., afferenti alla stessa. Possono rientrare in questa classe le zone residenziali, sia di completamento che di nuova previsione, e le zone di "verde privato" così come classificate negli strumenti urbanistici.
A condizione che l'edificazione sia di bassa densità, non si rilevi la presenza di attività produttive, artigianato di servizio con emissioni sonore significative, attività commerciali non direttamente funzionali alle residenze esistenti, non siano presenti infrastrutture di trasporto ad eccezione di quelle destinate alla normale accessibilità.
I centri storici di norma non vengono inseriti in Classe II, vista la densità di popolazione nonché la presenza di attività commerciali e uffici, e ad esse dovrebbe essere attribuita la Classe III o IV.
8.3.3 Classe III - Aree di tipo misto
"Rientrano m questa classe le aree urbane interessate da traffico veicolare locate o di attraversamento, con media densità di popolazione, con presenza di attività commerciali, uffici, con limitata presenza di attività artigianali e con assenza di attività industriali; aree rurali interessate da attività che impiegano macchine operatrici."
Fanno parte di questa classe le aree residenziali con presenza di attività commerciali, servizi, ecc., le aree verdi dove si svolgono attività sportive, le aree rurali dove sono utilizzate macchine agricole.
Sono da comprendere in questa classe le aree residenziali caratterizzate dalla presenza di viabilità anche di attraversamento, di servizi pubblici e privati che soddisfano bisogni non esclusivamente locali, comprese attività commerciali non di grande distribuzione, uffici, e le aree rurali interessate da attività che impiegano macchine operatrici da identificarsi con le aree coltivate e con quelle interessate dall'attività di insediamenti zootecnici.
Gli insediamenti zootecnici rilevanti o gli impianti di trasformazione del prodotto agricolo sono da equiparare alle attività artigianali o industriali (Classi possibili: IV-V -VI).
In questa classe vanno inserite le attività sportive che non sono fonte di rumore (campi da calcio, campi da tennis, eec.).
8.3.4 Classe IV - Aree di intensa attività umana
"Rientrano in questa classe le aree urbane interessate da intenso traffico veicolare, con alta densità di popolazione, con elevata presenza di attività commerciali e uffici, con presenza di attività artigianali; le aree in prossimità di strade di grande comunicazione e di linee ferroviarie; le aree portuali; le aree con limitata presenza di piccole industrie. !
Fanno parte di questa classe le aree urbane caratterizzate da alta densità di popolazione e da elevata presenza di attività commerciali e uffici, o da presenza di attività artigianali o piccole industrie.
Sono inseriti in questa classe poli fieristici, centri commerciali, ipermercati, impianti distributori di carburante e autolavaggi, depositi di mezzi di trasporto e grandi autorimesse, porti lacustri o fluviali, linee ferroviarie.
Le aree destinate alla residenza e ad attività terziarie, interessate da intenso traffico veicolare, con alta densità di popolazione, con elevata presenza di attività commerciali, con presenza di attività artigianali.
Le aree con limitata presenza di piccole industrie da identificarsi con le zone di sviluppo promiscuo residenziale - produttivo, e con le aree agricole interessate dalla presenza di impianti di trasformazione del prodotto agricolo (caseifìci, centrali del latte, cantine sociali, etc.) che sono da ritenersi a tutti gli effetti attività produttive.
8.3.5 Classe V - Aree prevalentemente industriali
"Rientrano in questa classe le aree interessate da insediamenti industriali e con scarsità di abitazioni".
Fanno parte di questa classe le aree interessate da insediamenti industriali con scarsità di abitazioni.
La connotazione di tali aree è chiaramente industriale e differisce dalla Classe VI per la presenza di residenze non connesse agli insediamenti industriali.
8.3.6 Classe VI - Aree esclusivamente industriali
"Rientrano in questa classe le aree esclusivamente interessate da attività industriali e prive di insediamenti abitativi".
La caratteristica delle aree esclusivamente industriali è quella di essere destinate ad una forte specializzazione funzionale a carattere esclusivamente industriale - artigianale.
Può essere presente una limitata presenza di attività artigianali. L'area deve essere priva di insediamenti abitativi ma è ammessa l'esistenza in tali aree di abitazioni connesse all'attività industriale, ossia delle abitazioni dei custodi e/o dei titolari delle aziende, previste nel piano regolatore.
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