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XX Settembre (1870) Amministrazione Servizi al cittadino Turismo e cultura Manifestazioni Eventi  English version

La presa di Roma (20 settembre 1870) rappresenta il momento dell'unione di Roma al Regno d'Italia e quindi l'ultimo atto dell'unificazione nazionale.

L'8 settembre i 60.000 soldati del generale Raffaele Cadorna (1815-1897) furono schierati lungo le vie Appia, Aurelia, Salaria e Tiburtina, iniziando a convergere su Roma.

La breccia presso Porta Pia in una foto d'epocaIl giorno 19, Roma era quindi circondata da ogni lato, eccezion fatta per la zona del Vaticano e della città Leonina, volutamente evitate perchè sede del Papa.
Un'intensa azione preparatoria dell'artiglieria aprì una breccia nelle mura di cinta della "città eterna" all'altezza della Porta Pia, attraverso la quale, il 20 settembre, i bersaglieri entrarono nella città, senza incontrare tuttavia particolare resistenza.
Nell'azione caddero comunque 49 soldati italiani e 19 soldati pontifici.

L'azione non ebbe particolare valore militare.
La resistenza opposta dalle guardie svizzere ebbe soprattutto valore simbolico: il papa Pio IX voleva così dimostrare di essere stato aggredito e poter chiedere aiuto internazionale.
Ma la sconfitta francese a Sedan e la caduta di Napoleone III aveva mutato gli equilibri internazionali lasciando lo stato pontificio senza protezione.

Il 20 settembre 1870 con l’apertura della Breccia di Porta Pia, terminava il lungo e sanguinoso periodo del Risorgimento.
Finiva dopo migliaia di anni il potere temporale della Chiesa e ci si avviava verso una concezione dello Stato più laico dove, almeno formalmente, la religione era invitata ad attenersi alla sfera privata di ogni cittadino.

L’Italia era definitivamente unita.


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Ultima modifica
22.03.2008
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Marco Arfanotti e Francesco Tacconi