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XXI Luglio (1921) | |||||||||||||||
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Agli inizi del 1921 i fascisti, un po' dappertutto in Italia, organizzavano squadre armate di bastoni, ma anche di armi da fuoco, che individuavano i "rossi", cioè i sovversivi, li picchiavano e li obbligavano a bere l'olio di ricino, un purgante nauseabondo. A Sarzana i fascisti erano più tranquilli che in altre parti, esisteva una sezione del Partito Comunista d'Italia e il giorno 20 marzo alcuni comunisti del territorio si recarono a Savona per partecipare al primo congresso del partito. Il Partito Fascista non poteva tollerare il caso di Sarzana e quando i Reali Carabinieri arrestarono alcuni fascisti che avevano attuato una spedizione punitiva in Lunigiana e a Santo Stefano Magra, decise di reagire, sollecitato dello stesso Benito Mussolini. Il 12 giugno un gruppo di fascisti della provincia di Massa, guidati dal carrarese Renato Ricci, rientrati da una spedizione a Pontremoli, transitarono presso Sarzana, si scontrarono con i loro avversari e nello scontro fu ucciso un vecchio falegname, Luigi Gastardelli. L'arresto dei fascisti provocò una dura reazione e giovedì 21 luglio 1921 tra i trecento e i seicento squadristi, capeggiati dallo studente Arrigo Dumini, giunsero nella stazione di Sarzana. Sui particolari dello scontro esistono versioni discordanti; comunque si sparò da ambo le parti, i morti fascisti furono tre (cinque secondo altre versioni), mentre i militari ebbero due feriti e un morto, il caporale del 21° fanteria Paolo Diana. La sparatoria provocò il disperdersi di un gruppo di squadristi che furono successivamente feriti o uccisi dalla gente del luogo. |
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