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La Via Francigena (così chiamata perché originariamente intesa come asse di collegamento fra la Francia e i Paesi Bassi con Roma) nasce, come manifestazione della rinnovata spiritualità cristiana, intorno alla fine del primo millennio.

Essa si caratterizzò come il momento centrale della mobilità dell'uomo, di quello cristiano in particolare, alla ricerca delle radice della fede; rappresentò in questo ambito il più importante crocevia europeo delle cosiddette "Peregrinationes Maiores", vale a dire del reticolo di itinerari che conducevano alle mete più ricercate, come Gerusalemme, Roma e Santiago de Compostela in Galizia.

I grandi flussi di pellegrinaggio che nel corso dei secoli percorrevano queste ultime due direttrici, si incontravano unificandosi, ovvero si separavano al ritorno, proprio nella odierna valle del Magra, fra Caprigliola e Sarzana.

Quest'ultima in particolare poteva essere raggiunta, dall'itinerario della Via Francigena che scendeva dal Monte Bardone (l'attuale Passo della Cisa) e passando poi per Pontremoli ed Aulla, prendeva la strada che collegava in pianura Caprigliola, Santo Stefano e Sarzana; oppure era raggiungibile attraverso le "terre alte", percorrendo, dopo Aulla, la strada che saliva a Bibola per poi scendere, sfiorando Ponzano Superiore, verso Sarzana lungo il torrente Amola.

Qui il tracciato toccava il castello della Brina, situato ai piedi della collina di Falcinello sulla riva destra del torrente, con importanti compiti di controllo viario e di riscossione di pedaggio.
Tale circostanza spiega come questa fortificazione, della quale restano poche rovine, apparentemente marginale rispetto al grande sistema viario dell'epoca, ebbe grande importanza nel corso del XIII secolo, al punto di far scoppiare una guerra che seminò morte in Lunigiana e contrappose per decenni i Malaspina al Vescovo-Conte di Luni.
Ed è, proprio per siglare la pace tra le due più alte autorità della Lunigiana, che il 6 ottobre 1306 giunse a Sarzana prima ed a Castelnuovo magra poi, Dante Alighieri, nella veste di procuratore dei Malaspina.

Lo "snodo" in direzione di Santiago de Compostela si trovava nei pressi di Santo Stefano Magra, dove la Francigena, proveniente dal Monte Bardone, convergeva nella via consolare Aemilia Scauri o Aurelia, che risaliva la valle del Vara verso il passo del Bracco, assicurando quindi un importante collegamento terrestre con Genova e con il Ponente Ligure.

La strada medioevale, percorsa da migliaia di pellegrini di diverse lingue e nazionalità, diventa un momento centrale della via civile e religiosa dell'epoca, un vero "teatro sul quale uomini e merci si muovono intensamente".

Lo sviluppo economico e demografico dei paesi, ma anche quello culturale ed artistico, sono in larga misura condizionati dallo sviluppo stradale dagli itinerari scelti dalle masse della cristianità.

In questo senso si può legittimamente affermare che Sarzana e la valle del Magra sono certamente figlie di Luni, nel senso che la decadenza di questa da vita all'edificazioni che sorgeranno sulle colline, ma in larga misura sono debitrici della loro crescita e del loro affermarsi all'itinerario della Via Francigena.

Così argomentano T.Neri e D.Capponi nel volume "Lungo la via Francigena:S.Stefano di Magra - Crocevia di antichi itinerari" (edizioni Giacche - La Spezia 1996)

Testo Giuseppe Meneghini

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Ultima modifica
22.03.2012
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