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San VenanzioVescovo di Luni (594-603)

Nessun altro vescovo di Luni antica, vanta documenti biografici così precisi e sicuri come San Venanzio.
La sua santità e la sua attività apostolica infatti, sono documentate nella corrispondenza e ne “I Dialoghi” di un grande Papa, San Gregorio I, suo contemporaneo e confidente.
Ciò non toglie che i primi e gli ultimi anni della vita di San Venanzio restino avvolti nella fitta nebbia dei secoli lontani.

Il Cristianesimo a Luni

Se non si vuole dare peso a notizie leggendarie, sembra che il cristianesimo abbia tardato alquanto a penetrare in Luni e nella Lunigiana, forse perché la città, cosmopolita e gaudente, era meta di gente idolatra e corrotta, che vi pioveva da ogni parte per commercio, per turismo o per semplice transito.
Il secolo III tuttavia, dovrebbe segnare gli albori della nuova religione in Luni, non tanto per le notizie di martiri, la cui cronologia appare assai controversa, quanto perché nel secolo III, la piccola comunità cristiana di Luni diede alla Chiesa universale, un santo Papa, Sant’Eutichiano o Eustachiano.
Nato a Luni, egli si trasferì a Roma e fu ascritto al clero di quella città.
Eletto Papa nel 275, governò la Navicella di Pietro per otto anni, fino al 283, in un periodo relativamente tranquillo e privo di persecuzioni.
Essendo originario di Luni, da alcuni Sant’Eutichiano viene considerato il primo Papa ligure, mentre da altri è considerato toscano, e con ragione, poiché Augusto aveva stabilito il fiume Magra come confine tra la Liguria e la Toscana.
La fede cristiana tuttavia, si affermò in Lunigiana solo dopo l’editto di Costantino (313) e più ancora dopo quello di Teodosio (380), col quale la religione cristiana veniva proclamata ufficialmente religione di Stato.

L’idolatria sopravvisse nei villaggi di campagna detti “pagi” (dal latino pagus = villaggio), da cui derivano appunto i vocaboli di pagano e paganesimo.
Il Papa Gregorio Magno (590-604) si adopererà presso il vescovo di Luni, San Venanzio, affinché i resti dell’idolatria in Lunigiana vengano estirpati con una vigorosa offensiva missionaria.

Vescovi e monaci in Lunigiana (Secoli V-VI)

Tralasciando ipotesi meno fondate, gli storici si accordano nell’asserire che la diocesi di Luni fu fondata nel secolo V.
San Felice fu il primo vescovo di Luni, di cui non si conosce un documento da lui sottoscritto, il sinodo romano tenuto dal Papa Sant’Ilario nel 465.
A lui seguirono San Vittore, San Terenzio martire, San Basilio, San Venanzio, Lazzaro I e poi gli altri.
Con i vescovi, Luni ebbe le sue chiese, che furono quattro: Santa Maria, Santa Giuliana, San Marco, San Pietro Apostolo.

Va ricordato che, durante il periodo bizantino (533-636), i vescovi di Luni ebbero tanta autorità che ottennero il privilegio di battere moneta per uso locale, in lega di piombo e di argento.
Dal 650 in poi, sotto i Longobardi, funzionò a Luni anche una zecca autonoma.
E un caso singolare ed importante che una coniazione così antica rechi i nomi dei vescovi della diocesi lunense e delle sue chiese.
Una moneta, per esempio, reca la scritta “Sancta Maria”, perché la Madonna era titolare della cattedrale antica di Luni; un’altra reca “E.B.”, che vuoi dire “Ecclesiae Basilianae”, cioè della diocesi di Luni, così denominata da uno dei suoi vescovi, San Basilio; ed un’altra ancora reca la scritta “Venanzio vescovo”, naturalmente abbreviata e in latino, e ci interessa ancor di più.

Con l’organizzazione della diocesi ed il suo sviluppo, non poteva mancare la diffusione del monachesimo, non solo nella Lunigiana, ma anche nelle isole della Capraia, della Gorgona ed in quelle più vicine della Palmaria e del Tino, tutte dipendenti da Luni.
Il secolo in cui fiorì maggiormente il monachesimo in Lunigiana fu il secolo VI ed il nome più illustre fu quello di San Venerio, il romito della Palmaria e del Tino.
Egli fu contemporaneo del Papa San Gregorio Magno e di San Venanzio.
Probabilmente anche San Venanzio fu un monaco, prima di essere nominato vescovo, come del resto era stato monaco il Papa San Gregorio.

Lunense o lombardo?

Anzitutto dobbiamo tenere presente che nelle enciclopedie e raccolte biografiche di santi, esistono almeno nove personaggi illustri e santi, che portano il nome di Venanzio, mentre un decimo è San Venanzio Fortunato, poeta cristiano latino.
Di loro, quattro furono martiri, tre vescovi e due monaci.
Il nome, assai più diffuso in passato che non oggi, deriva evidentemente dai verbo latino “venari”, che vuoi dire “andare a caccia”.
Venanzio significa quindi “cacciatore”.

Secondo alcuni autori poi, sarebbero esistiti, pressoché contemporanei, due santi di nome Venanzio in Lunigiana: uno vescovo di Luni e l’altro abate nel vicino monastero dì Ceparana.
Gli storici più recenti però, respingono questa ipotesi e preferiscono risolvere la questione affermando che il medesimo San Venanzio, vescovo di Luni, era stato monaco in qualche monastero vicino, prima di essere elevato alla dignità episcopale.
La diffusione del monachesimo in Lunigiana in quel periodo di tempo, lo zelo dimostrato da San Venanzio per la restaurazione della disciplina nei monasteri della sua diocesi e la fondazione da lui voluta di un monastero femminile nella stessa città di Luni, sarebbero una conferma di questa tesi.
Sull’origine di San Venanzio, la maggior parte degli autori si accordano nel ritenere che non fosse nativo della Lunigiana, ma provenisse da Piacenza, sua città natale.
Nessuno porta motivazioni o fonti specifiche di questa asserzione, ma la cosa appare verosimile se si pensa alla sua amicizia con Costanzo, vescovo di Milano, ed il racconto del miracolo di San Sabino, vescovo di Piacenza, fatto appunto da San Venanzio al Papa Gregorio Magno.
Le notizie su San Venanzio si fanno più sicure e storicamente documentate, dal 594 al 603, vale a dire per il periodo del suo episcopato, perché sono contenute nell’epistolario di San Gregorio I.


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Ultima modifica
22.03.2012
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