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Giacomo Matteotti (1885 - 1924) Amministrazione Servizi al cittadino Turismo e cultura Manifestazioni Eventi  English version

Giacomo MatteottiNato a Fratta Polesine (RO) il 22 maggio 1885 da una famiglia benestante si laureò in giurisprudenza all'Università di Bologna ed entrò in contatto con i movimenti socialisti, dei quali divenne ben presto una figura di spicco.
Durante la prima guerra mondiale si dimostrò un convinto sostenitore della neutralità italiana e questa sua posizione gli costò l'internamento in Sicilia.

Matteotti fu il capo del Partito Socialista Unitario alla Camera dei Deputati.
Prese posizione contro il Fascismo e contro Benito Mussolini; per un certo tempo fu il capo della ridotta opposizione parlamentare che si contrappose al Partito Nazionale Fascista.

Il 30 maggio 1924 Matteotti prese la parola alla camera per contestare le elezioni tenutesi il precedente 6 aprile. Mentre dai banchi fascisti scaturivano urla e risate, Matteotti incalzava con un discorso che sarebbe rimasto famoso:

«Contestiamo in questo luogo e in tronco la validità delle elezioni della maggioranza. L'elezione secondo noi è essenzialmente non valida, e aggiungiamo che non è valida in tutte le circoscrizioni».

Matteotti continuò, elencando tutte le illegalità e gli abusi commessi dai fascisti per riuscire a vincere le elezioni.
Al termine del discorso, dopo le congratulazioni dei suoi compagni rispose loro dicendo:
"Io il mio discorso l'ho fatto. Ora voi preparate il discorso funebre per me".

Il 10 giugno fu rapito a Roma.
Il suo corpo fu ritrovato in stato di decomposizione il 16 agosto alla macchia della Quartarella, un bosco nel comune di Riano a 25 km da Roma.

Pietro Nenni, suo caro amico, molto tempo dopo ebbe a dire di lui:
"Un socialista e, come tale, un uomo".

Testo tratto da wikipedia.org


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Ultima modifica
22.03.2008
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Marco Arfanotti e Francesco Tacconi