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Agostino Mascardi (1591 - 1640) Amministrazione Servizi al cittadino Turismo e cultura Manifestazioni Eventi  English version

Il ceppo di questa illustre famiglia sarzanese, di legisti, scrittori ed insigni ecclesiastici, ha il suo inizio nel XVI secolo, con Francesco Mascardi, legista integerrimo ed uomo di chiara fede. Non furono da meno, i suoi figli: Giuseppe, Niccolò ed Alderano. Giuseppe e Niccolò, si distinsero subito, per la loro acuta intelligenza e per la carriera ecclesiastica che intrapresero.

Giuseppe fu protonotaro apostolico alla corte di Urbino, in seguito a Roma, presso l’allora Papa Sisto V, come segretario particolare di Sua Santità, nonché nunzio apostolico in Corsica. Per i suoi meriti, il Papa, nel 1583, lo creò vescovo della Corsica. Scrisse molti libri di materia legale; da mettere in evidenza le sue “De probationibus, Venetiis apud Damianum Zenarum” 1585.
Visse molti anni, e nella sua vecchiaia, tornato a Sarzana, lasciò la vita terrena nel 1586.

Brillante, nella stessa maniera, la carriera di Niccolò, dapprima vescovo di Brugnato, nel 1579 ed in seguito, nunzio apostolico in terra di Francia, e da questa carica di alta responsabilità, già vecchio, diventa nunzio apostolico presso il regno di Polonia; morirà nell’anno 1599. Suo il libro “Il Sinodo Diocesano di Brugnato”, 1581, di notevole importanza per la Chiesa locale.
Al contrario, Alderano, contemporaneo dei due fratelli e padre del nostro Agostino, intraprende la carriera della giurisprudenza e ricopre cariche importanti, come auditore nelle giurisdizioni delle città di Bologna e di Lucca. Legislatore stimatissimo, anch’egli lasciò alle stampe numerose opere; morirà a Sarzana nel 1606.

Agostino MascardiAgostino Mascardi, nasce nell’anno 1591, da Alderano Mascardi, di cui abbiamo già parlato e da Faustina De Nobili, di Vezzano; lo stesso, come i suoi predecessori veste l’abito talare dei Gesuiti, si trasferisce in seguito a Roma, dove per le sue doti e capacità diventa cameriere d’onore di Papa Urbano VIII, e dallo stesso Pontefice, che lo tiene molto in considerazione, acquista cariche particolari soprattutto per la sua forbita eloquenza.

Fu molto invidiato da alti prelati ed anche odiato, ma egli manterrà la sua calma in ogni circostanza.
Purtroppo, per Agostino, il corso della vita è piuttosto breve: inizia ad ammalarsi ancora in giovane età, quindi viene riportato nella sua Sarzana, dove l’aria è più salubre, ma il suo destino è ormai segnato: morirà all’età di 49 anni, con il compianto di tutti.

Le sue spoglie mortali riposano in un monumentale sepolcro, nella cattedrale di S. Maria Assunta, in Sarzana.

Lascia anch’egli alle stampe numerose opere, alcune delle quali di chiara importanza, tra le molte scritte sono da citarsi “Prose Vulgari, Venetia per Bartollomeo Fontana”, 1635 e “La congiura del Conte Gian Luigi Fiesco”, Bologna per il Monti e Zenaro, 1635.

 

Da "Società, economia, avvenimenti, personaggi di Sarzana" Volume II di Lamioni, Salviati, Gastardelli
Edito da Pubblica Assistenza "La Misericordia & Olmo" Sarzana e AISM - La Spezia


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Ultima modifica
22.03.2008
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