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Rudolf Jacobs (1914 - 1944) | |||||||||||||||
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Jacobs era ingegnere navale e, arruolato nel Genio navale germanico durante la guerra, aveva raggiunto il grado di Capitano. Fu li che ebbe contatti con le forze dell’antifascismo spezzino, arrivando alla decisione di disertare e di unirsi alla Resistenza, cosa che fece insieme al suo attendente austriaco la sera del 3 Settembre 1944. Raccontò che gli era morta la moglie, cui era molto legato, e che in Germania gli erano rimasti due bambini. Confessò anche di essere stato un militante nelle file di cui “copriva” le gesta della Repubblica sociale italiana e del nazismo hitleriano. La sua coraggiosa decisione gli sarebbe costata la morte, incontrata combattendo contro le brigate nere e i suoi ex commilitoni dell’esercito nazista. L’episodio avvenne a Sarzana, nell’atrio dell’edificio di piazza San Giorgio, di proprietà Picedi Benettini, che era gia stato sede del tribunale della città (e che dopo la guerra sarebbe stato invece per molti anni il ristorante albergo “La Laurina”). Requisito dalle brigate nere, nel 1943-1944 era diventato la sede del loro comando locale. L’attacco doveva essere portato all’ora del rancio serale, unico momento nel quale la guarnigione si riuniva per intero al piano terra del futuro ristorante, ed era quindi più vulnerabile. Le brigate nere iniziarono subito una violenta sparatoria di reazione, e Jacobs, al quale si era inceppata la pistola mitragliatrice, restò sul terreno crivellato di colpi. Dopo la guerra gli venne conferita la medaglia al valor militare, alla memoria, dello Stato Italiano. Nel porticato dell’ex tribunale, un bassorilievo in marmo ricorda oggi il suo sacrificio, che è anche testimonianza di come anche tra le file naziste la fiammella della libertà e della coscienza civile non fosse del tutto spenta.
Da "Società, economia, avvenimenti, personaggi di Sarzana" Volume II di Lamioni, Salviati, Gastardelli |
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