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Il canto o angolo di San Rocco, e palazzo Podetà Lucciardi, aprono via Mazzini, l'arteria commerciale della città, la via Grande del Regolamento d'ornato, pavimentata dopo la riapertura della Porta Nuova.
E' l'asse prevalente del centro storico e su di esso affacciano i più importanti edifici civili e religiosi di Sarzana: la sua visita conclude e riassume le tappe del nostro percorso all'interno della città.
Palazzo Podestà Lucciardi è uno dei più interessanti edifici di Sarzana, fu costruito nel 1819 dai fratelli Podestà su progetto di Carlo Barabino architetto genovese autore, fra l'altro, della passeggiata dell' Acquasola, il primo giardino pubblico della città di Genova.
Dalle nozze di Domenico Podestà con Anna Lucciardi deriva il doppio titolo del palazzo.
L'edificio in stile neoclassico presenta un ordine gigante, formato da lesene bugnate che sorreggono la trabeazione, appoggiato su un robusto basamento di finto bugnato.
Il tetto culmina con un'altana a forma di tempio dorico.
Il fianco dell'edificio occupa tutto lo spessore dell'isolato fino a via dei Fondachi. Il palazzo, come la maggior parte dei palazzi sarzanesi, non nasce autonomo, ma riorganizza edifici precedenti, li ricompone in Via Mazzini un disegno unico cancellando soltanto parzialmente le strutture antiche.
Le case di Sarzana erano delle case a corte, ossia possedevano un cortile.
L'edificio di solito rettangolare, profondo 5/6 metri, esponeva il lato più lungo, coincidente con l'affaccio principale della casa, verso la migliore esposizione solare, generalmente a sud/est o a sud ovest.
Sul fronte dell'abitazione era collocata l'aia, pavimentata, utile per essiccare i prodotti del raccolto.
La casa poteva essere preceduta da un portico che saliva al primo piano residenziale, mentre i piani terreni potevano essere stalle o depositi.
Il lotto di pertinenza (casa + aia) di forma rettangolare, misurava di solito 12-18 metri di larghezza per 20-35 di profondità e disponeva con il lato corto lungo il percorso di accesso.
Se confrontiamo queste misure con quelle del decreto medievale di cui si è detto, quattordici braccia di larghezza per trenta di profondità, risulta che il lotto sarzanese, che comprendeva casa con eventuali annessi ed aia, misurava metri 10,45 per 22,41, più piccolo, quindi, rispetto alle dimensioni che di solito si riscontrano in altre città d'Italia.
Questa tipologia abitativa è diffusa nelle campagne di Sarzana e della piana della Magra sia pure in forma isolata e senza recinto.
Quest'ultimo elemento in città doveva essere determinato se non altro dalla contiguità dei lotti o dalla sequenza delle abitazioni.
Una dimensione maggiore del lotto si ritrova negli edifici di via Mazzini specialmente quelli compresi fra via Cicala e vico Bonicella dove il tema della corte interna appare sviluppato riorganizzato nelle forme del palazzo.
Sarzana presenta pertanto, a partire dal Medioevo, un duplice tipologia di abitazione, una più signorile la domus dei documenti medievali ed una più popolare utilizzata nelle espansioni medievali della città.
Le case di via Mazzini, e di tutte le strade longitudinali di Sarzana, disponevano il fabbricato con il fronte a sud est per proteggere l'aia dai venti provenienti da nord ovest.
Un esempio di questa tipologia rimane nella configurazione del Palazzo Vescovile, eretto nel 1476, presso la cattedrale.
Presenta il corpo di fabbrica maggiore con il lato lungo esposto verso il cortile accessibile dall'arco settecentesco che immette nella proprietà.
La sala episcopale con la galleria dei ritratti dei vescovi della Diocesi rivolge il lato migliore non verso la strada, ma verso il cortile sud.
Se noi proviamo, mentalmente a ripetere questo modello per tutto il percorso avremo l'idea di una Sarzana molto diversa dall'attuale, formata da edifici più bassi poi ricomposti in palazzo.
Lo scorcio di via dei Fondachi è suggestivo per le angolature che fanno del percorso un tracciato non uniforme, interrotto dall'archivolto che mette in comunicazione le aree di proprietà separate dalla strada.
Fra via dei Fondachi e via Buonaparte, a sinistra, il palazzo del Loggiato recentemente ridipinto; nel davanzale delle finestre del piano nobile si può notare l'inserimento di un elegante cordone in marmo.
Si compone di due corpi di fabbrica che occupano tutta la testata dell'isolato su via Mazzini.
All'interno un vasto salone affrescato coperto da volta a padiglione e strutture medievali affiorano dalle murature del piano terreno.
Il fabbricato potrebbe aver ospitato una delle antiche sedi del Comune di Sarzana.
A destra, in via Cicala, forse l'antico canneto medievale, un arco seminascosto dall'intonaco, denuncia la presenza di strutture tardo gotiche.
Di fronte una bel tondo in marmo raffigura la Vergine con Bambino e San Giuseppe.
Subito dopo sulla destra si apre il loggiato della casa dei Buonaparte, in stile gotico.
Il rivestimento in marmo sembra essere coevo con la Maestà collocata sull'asse della composizione.
L'immagine, una Madonna in trono con Bambino datata 1621, indica la probabile data della ricostruzione del portico.
L'originario era in pietra simile a quello visibile nella casa adiacente, recentemente riportato alla luce.
I Buonaparte che l'abitavano rivestivano in Sarzana la carica di notai imperiali; nel 1512 Francesco si trasferì in Corsica e dalla sua discendenza nacque Napoleone.
Le case di via Mazzini sono profonde 35 metri, possiedono cortili interni e mostrano i segni di successivi accorpamenti.
L'edilizia che affaccia sulla strada ha subito, con il passare del tempo, un'evoluzione verso le forme del palazzo con l'ordine architettonico dichiarato dalla gerarchia dei vani interni e raccontato attraverso gli elementi compositivi, il basamento bugnato del piano terreno, le finestre timpanate del piano nobile, la cornice dell'attico.
Tutti gli edifici della via Mazzini meritano attenzione perché rivelano ciascuno segni particolari, un cantonale rivestito in pietra, una cornice, un davanzale arricchito da elementi in marmo che sembrano derivare da altri contesti.
Da questa tavolozza variegata e ricca ne emergono comunque alcuni, tra cui Palazzo Picedi Benettini-Gropallo dalla facciata settecentesca adornata da magnifiche inferriate.
La lavorazione del ferro a Sarzana ha una tradizione antica, possiamo scoprirlo passeggiando per il centro storico ma anche nei dintorni più o meno prossimi alla città.
Il Casalis registrò 47 fucine assieme a 40 calzolai, 32 falegnami, 3 doratori, 2 orologiai, 3 orefici, un rilegatore di libri, 44 banchi da sarto.
Palazzo Magni Griffi, di fronte a palazzo Picedi-Gropallo possiede un luminoso ed elegante scalone tardo settecentesco mentre gli interni sono stati affrescati a partire dal 1784.
A fianco di palazzo Picedi Gropallo la facciata di palazzo Tusini con le finestre decorate da cornici di gusto barocco.
L'edificio attuale è frutto della ristrutturazione tardo-settecentesca di abitazioni più antiche.
L'interno è adornato di pregevoli affreschi di gusto neoclassico.
Palazzo De Benedetti, in angolo con la piazza della Cattedrale, chiude il fronte superiore di questo tratto di via Mazzini.
È l'unico edificio di Sarzana a denunciare la presenza dello scantinato nel basamento della facciata.
Il collegamento con il lastricato della strada, piuttosto ripido sembra risentire dei livellamenti che interessarono la piazza della cattedrale.
Gli eleganti saloni del piano nobile sono affrescati dal Belletti pittore sarzanese del secolo XIX.
Sul lato opposto dopo l'arco scenografico del palazzo Vescovile con la lapide che ricorda la sua costruzione si apre vico Bonicella, l'antico collegamento con la porta di Pozzolo.
Subito dopo palazzo Valenti con l'atrio scala rinascimentale e la graziosa facciata settecentesca.
Il palazzo adiacente, della famiglia Massa Neri, ottocentesco, è frutto delle trasformazioni del Convento delle Clarisse.
Dopo la soppressione del monastero divenne Locanda della Posta.
Nel 1840 divenne proprietà di Giacomo Neri che lo trasformò nell'attuale residenza.
I palazzi sono privati e, generalmente, non visitabili.
Da alcuni anni, il F.A.I., Fondo per l'Ambiente Italiano, l'A.D.S.I., Associazione Dimore Storiche Italiane, il Garden Club La Spezia con il patrocinio del Comune di Sarzana, della Regione Liguria e della Soprintendenza ai Beni Architettonici della Liguria, organizzano nel mese di maggio la bella manifestazione Atri fioriti in stile nel centro storico di Sarzana città ideale.
In quell' occasione è possibile visitare molti atri di nobili palazzi generalmente chiusi al pubblico.
Il nostro itinerario si conclude percorrendo il tratto di via Mazzini che conduce a Porta Romana dove peraltro era iniziato, cioè sulla cinta di San Giorgio che così Corrado Martinetti vedeva nella sua poetica descrizione di Sarzana:
Sarzana [...] chiusa nell'austera
cintura - che San Giorgio le donò -
come una bella amazzone guerriera
che mi balzò
pur ora incontro, con la sua snella asta
di campanile, ch 'apre il cuor veloce
e lo devasta (...)
(da Sere di lucciole in Canti di Lunigiana, "L'Eroica", 1926)
Da “I percorsi d'arte più belli e più segreti della Val di Magra e della Terra di Luni”
di R. Ghelfi e C. Sanguineti - Edito da Agorà Edizioni e LAB Laboratorio d'Arte Contemporanea Lunigiana
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