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La villa romana di Bocca di Magra | |||||||||||||||
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testo di Lucia Gervasini Lungo il pendio del Caprione, sulla riva destra del Magra dove fiume si confonde con il mare, sono conservati i resti di una villa marittima che si affacciava sull’antico portus Lunae, godendo dell’amenità e piacevolezza dei paesaggi marino e collinare, racchiusi dal cerchio roccioso delle Alpi Apuane, bianche di marmi.
La villa si sviluppa come un complesso architettonicamente mosso, con ambienti disposti su terrazze digradanti verso il mare, che si adeguano variamente alla natura rocciosa del pendio e della sottostante scogliera, oggi interrata. Il nucleo meglio conservato è relativo a un impianto termale dislocato nell’ala orientale della villa collegato con altri vani di incerta identificazione, soprattutto per quelli posti sulla terrazza superiore. Le murature più antiche sono realizzate in pietra scistosa, posta in opera a corsi più o meno regolari, mentre i rifacimenti più tardi sono attestati dall’uso di una tecnica muraria che impiega materiale di recupero, frammenti laterizi e marmorei, legato da una malta povera di calce. I mattoni con bollo circolare di C. Iulius Antimachus, impiegati per la posa in opera del pavimento sospeso del caldarium, sala
per il bagno caldo, datano la costruzione della vasca o il suo restauro, alla fine del I secolo d.C., sotto il regno dell’imperatore Domiziano. Dell’impianto termale risulta oggi ben leggibile il solo caldarium del quale si riconosce il sistema di riscaldamento. Frammenti di rivestimenti parietali in marmi policromi, di intonaci dipinti, di decorazione architettonica, nonché due capitelli riferibili agli spazi aperti porticati, unitamente alla particolarità strutturale di tutto il complesso, denotano la ricerca del lusso e la raffinatezza di costumi degli antichi proprietari, secondo quei criteri dell’abitare dei ceti abbienti e dell’aristocrazia romana, intimamente collegati ai concetti di otium, voluptas e amoenitas descritti dagli scrittori latini.
Da "I percorsi d'arte più belli e più segreti della Val di Magra e della Terra di Luni" |
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