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Il primo progetto di trasferire la sede vescovile da Luni a Sarzana risale all'anno 1189 e anche il Papa Gregorio VIII aveva dato il suo assenso, ma esso rimase inadempiuto.

Ricorro al racconto del Semeria:
"Esigeva ormai il miglior bene della diocesi che la sede episcopale fosse in debita forma traslocata in Sarzana, e tale era già da lungo tempo la pubblica voce e il comune desiderio, per essere Luni divenuta quasi deserta per l'aria insalubre; ma dovendosi eseguire questa traslocazione, insorgevano non poche difficoltà.
Si tenne pertanto un pubblico parlamento il giorno 22 aprile 1201, nella pieve di S. Basilio, ove convennero per la parte del comune il console e i sindaci, i canonici col vescovo: si radunarono poscia nel sacrario di Luni il primo giorno di maggio, e finalmente il 24 di giugno dell'anno medesimo, e tutti concordando nella traslazione della cattedra vescovile, vennero a trattare dei rispettivi interessi del capitolo e del vescovo.
Donò Gualterio ai canonici le pievi di S. Basilio e di S. Andrea di Sarzana, ed i canonici cedevano al vescovo la chiesa di S. Pietro dell'Avenza col borgo ed altre giurisdizioni, alla sola riserva di poche case e di alcune vigne.
Il numero dei canonici fu dapprima ristretto a soli dodici, non comprese le dignità dell'arcidiaconato e della prepositura, ma poi nel 1206 ampliato il numero di sedici: diversi regolamenti furono stabiliti intorno alle prebende e alla collazione dei benefici ... che furono confermate da papa Innocenzo III con una bolla del 7 di marzo dell'anno 1202, e sottoscritta da tredici cardinali.

Finalmente al giorno 15 di giugno dello stesso anno 1202 si fece la traslazione, trasferendosi collegialmente i canonici da Luni a Sarzana, nella pieve di S. Basilio, che indi assunse il nome di S. Maria, coll'accompagnamento dei primarii magistrati, e col seguito di altre persone, seco recando le sacre reliquie, gli ornamenti, gli altari, e le venerabili immagini che Luni possedeva ... conservando però in tutte le carte degli atti suoi l'antico titolo di vescovo di Luni.
Né poté egli per allora, né poterono così presto i successori suoi fissare in Sarzana la residenza, per mancanza di convenevole alloggio
... [da altre fonti si sa che per alcuni decenni il vescovo alloggiava in case private].
Non cessarono però così presto tutti gli antichi esercizi di religione in Luni, che anzi più volte l'anno alcuni vi si continuarono in forma solenne.
E solevano portarsi ogni anno i canonici alla chiesa antica di santa Croce, posta alla Punta del Corvo, per la solenne celebrazione del divin Sacrifizio, il vescovo Giambattista Bracelli trasportò nella cattedrale di Sarzana quei legati o le pie consuetudini.

 

Da "Appunti per una storia di Sarzana" di Ennio Callegari


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Ultima modifica
22.03.2008
Francesco Tacconi consulente ICTRealizzazione
Marco Arfanotti e Francesco Tacconi