Stemma Comune di Sarzana

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Nel secolo XV il sistema urbano medievale, imperniato sul nucleo della pieve di San Basilio, poi cattedrale, collocato nel baricentro della città, si trasformò a seguito del consolidamento della ghiaia della Calcandola, posta al margine settentrionale allo sviluppo urbano antico.
La piazza aveva cominciato ad assumere la dignità di Foro dal secolo XIII tanto da rendere pregiate le aree edificabili di bordo e favorire la costruzione nei secoli successivi di palazzi importanti come palazzo Remedi, palazzo Parentuccelli ed anche del palazzo Comunale iniziato dai fiorentini nel 1473 e terminato dai genovesi nel 1554.
Durante il secolo XV Sarzana consolidò la sua struttura urbana: il 21luglio 1465 la chiesa di Santa Maria fu eretta dal pontefice Paolo II cattedrale della diocesi di Luni; nel 1469 Sarzana venne insignita del titolo di città dall'Imperatore Federico III nel 1476 fu inaugurato il nuovo Palazzo Vescovile iniziato dopo il Sinodo del 1470.
I fiorentini dal 1487 al 1492 ricostruirono la fortezza di Firmafede, mentre i genovesi, ritornati in possesso della città nel 1495, completarono la cinta fortificata con i torrioni e la Fabbrica della forte e ben 'intesa mezza Luna, che chiamasi volgarmente lo Spuntone, dirimpetto alla Porta di San Domenico, nel sito dov 'era già il convento di San Domenico.
Sulla parte interna di questa fu fatto costruire dal Commissario di Sarzana, nel 1530 un portico per i soldati, abbellito nel 1553 con le colonne in marmo ancora visibili sulla parete dell'edificio.

Nonostante il passaggio dei poteri, gli interventi fiorentini e genovesi combinarono in un disegno unitario il progetto delle fortificazioni iniziato nel 1487 con la ricostruzione di Firmafede.

L'ammodernamento delle mura medievali e l'ampliamento dei grandi fossati protettivi, di cui Sarzana fu munita, comportarono l'abbattimento o la parziale demolizione di edifici speciali che vennero ricollocati all'interno della città, nelle aree poste fra la cattedrale e la porta Pisana ormai chiusa, dove si trovava, dal 1442, il convento di San Domenico.

L'organismo urbano rinascimentale, quindi, utilizzando una sola Porta e per di più marginale rispetto al baricentro della città, collocato geometricamente in corrispondenza della Cattedrale, diversificò le funzioni del sistema interno alle mura e specializzò ulteriormente i quartieri bassi, mediante l'inserimento di complessi tipicamente antipolari quali la fortezza, i conventi e l'ospedale.

L'ospedale di San Bartolomeo, trovò posto nell'isolato compreso fra l'attuale piazza Garibaldi e vico Ivani, dove venne trasferito, nella seconda metà del cinquecento, il più antico ospedale situato fuori della Porta del Borgo lungo la strada per Roma.

Il Monastero femminile di Santa Chiara fu ricollocato nell'isolato compreso fra vico Bonicella e l'attuale piazza Garibaldi, di fronte alla Cattedrale.
La casa delle Clarisse doveva trovarsi nei pressi dell'attuale Seminario Vescovile vicino alla porta di San Francesco, detta anche di Clausura.
Fu trasferita alla fine del secolo XV, quando fu necessario abbattere la sede antica per completare i fossati interni della fortezza di Sarzana.
Una disposizione degli Otto di Pratica del 5 settembre 1491 recita così per finire i fossi di dentro di decta forteza bisogna ruinare e demolire parte di uno monasterio di Sancta Chiara vicino a decta forteza et perché dall 'uno lato noi vogliamo che la forteza habbi la perfectione sua, ed dall'altro voliamo consercare o restaurare altrove il decto Monasterio.

Il Convento dei Domenicani, che si trovava fuori Porta San Domenico detta anche del Mare, presso l'attuale piazza San Giorgio, trasferito all'interno delle mura dai Campofregoso nel 1442, fu ricostruito nell'isolato compreso fra la Cattedrale e l'attuale piazza Firmafede.

Sarzana assomigliò così ad una grande fortezza murata d'intorno, fornita di artiglierie, guardata da Tedeschi con gran gelosia, dopo che era stata ridotta a minor spazio e circondata di mura dai Genovesi dei quali divenne l'emblema politico, situata presso il confine con la Toscana, come ammoniva la preziosa effigie di San Giorgio, scolpita da Matteo Civitali, dall'alto della colonna, collocata nel 1500 in piazza della Calcandola, nuovo cuore della città.

Nel 1592 Sarzana entrò a far parte della Repubblica di Genova.

Da "I percorsi d'arte più belli e più segreti della Val di Magra e della Terra di Luni"
di R. Ghelfi e C. Sanguineti - Edito da Agorà Edizioni e LAB Laboratorio d'Arte Contemporanea Lunigiana


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Ultima modifica
22.03.2008
Francesco Tacconi consulente ICTRealizzazione
Marco Arfanotti e Francesco Tacconi