Il Consiglio Comunale e la Giunta Municipale
I Consigli Comunali vennero istituiti con la Legge comunale e provinciale del 1865 e le loro competenze vennero definite con successivi Decreti Regi.
Le loro deliberazioni erano trascritte su appositi registri, mentre separatamente era raccolta la documentazione utile in fase di preparazione.
Con l’avvento del fascismo, il Governo, con Legge 3/09/1926 n. 1910, sciolse i Consigli Comunali e su nomina regia venne istituito il Podestà il quale sommava in sé le funzioni del Sindaco, della Giunta e del Consiglio Comunale.
Nell’Aprile del 1945, il Comitato di Liberazione Nazionale Provinciale (CLNP), costituitosi già nell’autunno del 1943 con la partecipazione di tutti i partiti antifascisti, si insediava al palazzo della Prefettura nelle persone di: Pietro PERPIGLIA, Arpino ONGARO e Adalberto PIZZIRANI per il P.C.I., il Dott. Pietro BEGHI e Giovanni BISSI per il P.S.I., l’Avv. Paolo Giuseppe BORACHIA e L’Avv. Ottorino MARCELLINI per la D.C., il Dott. Carlo NAEF e il Dott. Ruggero GAMBINI per il P.L.I., il Prof. Rino VISCONTI e Mario FOCE per Partito D’Azione.
Primo atto del CLNP era la nomina del Prefetto della Liberazione nella persona del socialista Pietro BEGHI.
Il Comitato provvedeva quindi a far affiggere sui muri della città il proclama che annunciava lo storico avvenimento:
“25 Aprile 1945
Cittadini di La Spezia,
portata dalle armi vittoriose dei prodi Alleati e santificata dal sangue dei patrioti combattenti e martiri, vi giunge l’ora tanto anelata della libertà.
Cittadini di La Spezia,
siatene degni. Accogliete con pura coscienza la liberazione dalla schiavitù della criminosità nazifascista; dimostrate agli invitti soldati delle nazioni unite la vostra profonda indistruttibile e riconoscenza, dite ai patrioti delle vostre montagne la parola dell’affetto e della gratitudine.
Spezzini,
La Spezia è stata la città d’Italia più vessata dalla sanguinosa oppressione del fascismo, ma appunto per questo è necessario dimostrare subito la vostra civiltà nei confronti della bestialità fascista.
Nessuna violenza inconsulta, nessuna vendetta personale.
Il Comitato di Liberazione Nazionale assicura giustizia inesorabile, inflessibile, giustizia. Ma la giustizia tanto più è severa quanto più non tollera arbitri che ne deludono l’opera sua presso l’autorità alleata.
Cittadini,
l’ora della liberazione è pure l’ora della epurazione e della ricostruzione: l’ora del pensiero che si fa azione. Sia questa azione ispirata unicamente al bene della città e della patria nella visione di una superiore solidarietà.
W gli alleati liberatori! W i patrioti! W l’Italia! W la libertà”
Nei giorni successivi alla Liberazione venivano designati dal CLNP i Sindaci e le Giunte dei vari Comuni della Provincia tenuto anche conto delle indicazioni delle popolazioni.
Così i Comunisti: Anelito BARONTINI, rientrato dalla direzione del CLN regionale, fu nominato sindaco di Sarzana; a lui succederanno poi “Vladimiro” (Goliardo LUCIANI) e quindi “Andrea” (Paolino RANIERI).
I Sindaci e le Giunte designati resteranno in carica sino alle prime elezioni amministrative del dopoguerra che si sarebbero tenute, scaglionate, dalla primavera all’autunno nel corso dell’anno successivo: per il Comune di Sarzana il 31 Marzo 1946.
Amministratori dal 1946 ad oggi
Rappresentanti eletti nel Consiglio Comunale e componenti della Giunta Municipale
Ricerca di Cecchi Cristina, Folenghi Stefania e Soresini Ornella
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