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Abele Tornabuoni (1925 -1945) | |||||||||||||||
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Abele Tornabuoni (Tornaboni) nacque a Montedivalli, nel Comune di Podenzana, in provincia di Massa-Carrara, da Massimo e da Leopolda Polloni, l’11 marzo 1925. In seguito, seguendo i suoi ideali democratici, che animavano molti giovani della sua stessa età, assieme ad alcuni suoi amici, tra cui il famoso Nino Gerini, entrò a far parte della brigata partigiana Ugo Muccini di Sarzana. Nell’aprile del 1945 Abele Tornabuoni fu ferito e catturato dai fascisti, si dice a causa di una spiata sul suo nascondiglio. Quindi gli otto giovani furono portati nella zona della Croce, messi contro il muro di cinta dell’ospedale San Bartolomeo e fucilati. Il poeta lericino Francesco Tonelli, che faceva parte della stessa brigata Muccini, ma apparteneva ad un’altra unità operativa, coetaneo ed amico di Abele, ricorda che il giovane, pieno di esuberanza e di vitalità, non voleva morire, ma la crudeltà nemica aveva disposto diversamente. Quando Leopolda, madre di Abele, seppe della morte del figlio, se ne venne a piedi, piangendo, da Lerici a Sarzana, portando con sé un carretto ed il becchino “Biribigi”, al fine di riportarsi a casa il corpo del povero Abele per seppellirlo, almeno, dignitosamente. In quei momenti le sue grida inumane sapevano solo di odio, di disprezzo e di disperazione. Ora Abele riposa in pace nel cimitero di Lerici, in una tomba perenne. In seguito, Leopolda Polloni Tornaboni ricevette, dallo stesso Comune di Lerici, la medaglia d’oro in onore del figlio.
Da "Testimoni del tempo e della storia” di Isa Sivori Carabelli |
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