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Eugenio Saitto-Bernucci (1888 - 1974) Amministrazione Servizi al cittadino Turismo e cultura Manifestazioni Eventi  English version

Eugenio Saitto-BernucciGenerale di Brigata - Partigiano non combattente

Eugenio Saitto-Bernucci era nato alla Spezia il 29 febbraio 1888, da Enrico, ufficiale della Marina Militare, e dalla consorte Guglielmina Bernucci, nobildonna sarzanese.

Il giovane frequentò il biennio dell’Accademia Militare a Modena; quindi, nel 1910, fu nominato sottotenente in servizio permanente effettivo nell’arma di fanteria.

Negli anni 1911-1912 partecipò alla campagna della guerra italo-turca in Libia, dove fu ferito in combattimento e, perciò, rimpatriato.
Partecipò pure alla prima guerra mondiale (1915-1918) quale comandante di un battaglione di fanteria.

Nel corso di un eroico contrattacco contro forze austriache notevolmente superiori, avvenuto sull’altopiano di Asiago, subì una grave ferita alla mano destra, che lo rese “mutilato di guerra”.
Per tale coraggiosa azione fu decorato di medaglia d’argento al valor militare.

L’anno successivo alla dichiarazione di guerra da parte di Mussolini, precisamente il 15 marzo 1941, venne nominato colonnello comandante del distretto militare di Genova.


Lettera del del distaccamento Bottero della brigata MucciniCon l’arrivo dell’8 settembre 1943 e, con esso, l’armistizio con gli alleati anglo-americani, gli italiani furono subito considerati dai tedeschi dei traditori. Perciò bisognava cercare di mettersi in salvo.
Fortunatamente il colonnello riuscì a sottrarsi alla cattura, lasciando subito Genova e rifugiandosi nel paese di Falcinello di Sarzana, ove possedeva un’abitazione appartenente alla sua famiglia e dove già erano sfollati la moglie ed i figli: Giorgio ed il piccolo Enrico.

Quando nel 1944 sulle colline sarzanesi si formarono i gruppi armati partigiani, il colonnello Saitto-Bernucci chiese al comandante Guido, del distaccamento Bottero della brigata Muccini di poter collaborare con loro.

Questa la lettera di risposta che egli ricevette.

Così egli divenne consulente tecnico-militare della brigata partigiana “Ugo Muccini”, della prima divisione d’assalto “Liguria”.

Invece il figlio Giorgio, che, poi, come il padre, intraprenderà la carriera militare, raggiungendo il grado di generale, divenne partigiano combattente.

Permesso di transitareNel febbraio 1945 il colonnello Eugenio, insieme al figlio Giorgio, poiché entrambi ricercati dalle brigate nere, attraversò le linee di combattimento, per ricongiungersi ai comandi militari italiani, nella zona del monte Altissimo, sulle Alpi Apuane, su autorizzazione del comando della stessa brigata Muccini, autorizzazione di cui, di seguito, si riporta copia, firmata dal commissario politico di brigata: Brichè (Dario Montaresi) e dal comandante militare di brigata: Walter (Flavio Bertone).

Per raggiunti limiti di età, nel 1947 il colonnello fu collocato a riposo; ma nel 1971 fu promosso al grado di generale di brigata, per i suoi meriti militari.

Il generale Eugenio Saitto-Bernucci morì alla Spezia il 22 dicembre 1974.

La piazza principale del paese di Falcinello, proprio dove sorge la sua dimora, su richiesta del comitato di quartiere, il 19 aprile 1997 è stata a lui intitolata, con una bella cerimonia alla quale hanno partecipato autorità civili e militari, nonché tutta la popolazione di Falcinello e dintorni.

 

Da "Testimoni del tempo e della storia” di Isa Sivori Carabelli
con la collaborazione di Egidio Banti, Pino Meneghini, Igino Carabelli e Claudio Isoppo


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Ultima modifica
22.03.2008
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