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Oriano Musso (1924 - 1944) Amministrazione Servizi al cittadino Turismo e cultura Manifestazioni Eventi  English version

Oriano MussoPartigiano

Oriano Lucio Musso era nato a Sarzana il 3 agosto 1924.

Abitava con la sua famiglia nella frazione di Sarzanello, quando anche per lui, come per molti altri ventenni, venne il momento di decidere se stare dalla parte dei repubblichini di Salò o salire ai monti per combattere e liberare l’Italia.

Oriano decise di andare a combattere con i partigiani della Muccini, inquadrato nel distaccamento Cheirasco, che dopo un primo momento nel quale fu comandato da Lido Galletto, "Orti", venne successivamente affidato alla guida di Giuseppe Pagni, con Wilmo Cargioli come commissario politico.

Il destino di Musso si compì tra la sera del 29 e la mattina del 30 novembre, quando la formazione fu investita dal massiccio rastrellamento nazifascista chiamato in codice “operazione Catilina”.

In quei giorni centinaia (forse migliaia) di soldati tedeschi e di militi della brigata nera attaccarono da nord la costa montuosa che va da Caprigliola a Fosdinovo, cercando di far fuggire verso valle i partigiani della Muccini, e farli poi cadere nella trappola tesa da altre truppe che si erano nel frattempo attestate ai piedi della collina.

Il comando della Muccini comprese immediatamente il pericolo e decise di fuggire verso est, attraverso le montagne apuano-versiliesi e da lì raggiungere gli avamposti alleati nell’alta Versilia.
Dopo aver resistito per l’intera giornata del 29 all’attacco nemico, i 600/700 partigiani della brigata, una volta scesa la notte, cominciarono a muoversi verso l’obiettivo prefissato, mentre un plotone del “Cheirasco” veniva inviato a Gignago per cercare del cibo per i compagni.

Nessuno ha mai ricostruito con esattezza quelle ore. Si sa solo che la mattina del 30, Oriano Musso (che aveva sofferto nei giorni precedenti per delle coliche renali) insieme ad altri tre compagni, venne raggiunto da raffiche di mitragliatore sparate dalle alture di Fosdinovo mentre si trovava in un tratto di strada scoperta a metà fra Gignago e Caprognano.

In quel luogo oggi un cippo eretto in memoria dei sette patrioti caduti quel giorno chiede agli uomini di queste valli che “ricordino nel tempo a cosa valse il sacrificio di giovani speranti in una umanità migliore”.

 

Da "Testimoni del tempo e della storia” di Isa Sivori Carabelli
con la collaborazione di Egidio Banti, Pino Meneghini, Igino Carabelli e Claudio Isoppo


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Ultima modifica
22.03.2012
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