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San Rocco (Giambattista Pittoni, Palazzo Roverella, Rovigo) Laico, pellegrino

Santo popolarissimo in Europa, ebbe biografi fantasiosi e discordi, perfino sui dati capitali come nascita e morte.

Concordemente lo si dice nato a Montpellier, in Francia nel 1195 in una ricca famiglia.
Rimase orfano in giovane età, distribuì ai poveri quello che aveva e, da quel momento, intraprese una vita da pellegrino.
La sua prima meta fu Roma, colpita dalla peste.

Arrivato ad Acquapendente, presso Viterbo: si stabilisce nel lazzaretto, per curare i malati di peste.
Poi, prima di proseguire per Roma, si ferma a Cesena e a Rimini per altre epidemie, occupandosi di malati che talvolta neppure i parenti volevano assistere.
Rocco non si considerava padrone neppure del suo tempo: i sofferenti venivano prima di tutto il resto, incluso il suo pellegrinaggio.
Giunto infine a Roma, vi rimane tre anni, passando da un ospedale all’altro.
Si racconta che qui, cura e guarisce un cardinale, che lo presenta al papa.
Per qualche biografo quel cardinale sarebbe stato Anglico de Grimoard, anche lui della zona di Montpellier e fratello del papa avignonese Urbano V, tornato a Roma nel 1367.
Se così fosse, cadrebbe l’ipotesi di un Rocco nato a fine Duecento e in piena gioventù durante il soggiorno a Roma.
Anglico de Grimoard, infatti, cardinale nel 1366, visse a Roma tra il 1368 e il 1371.

Anche il viaggio di ritorno a Montpellier è interrotto da un’epidemia di peste, scoppiata a Piacenza.
Qui è contagiato, si ritira in una capanna lungo il fiume Trebbia per morirvi in solitudine.
Secondo la leggenda Dio fece sgorgare una sorgente, la cui acqua miracolosa guarì le piaghe pestilenti, ed un cane gli portò quotidianamente un tozzo di pane, rubato dalla tavola del padrone.
Tornato a Montpellier, non fu riconosciuto dal governatore, suo zio, che credendolo un malfattore lo imprigionò. Fu liberato dopo cinque anni.
Morì trentaduenne, il 16 agosto di un anno imprecisato (forse il 1237).

Un’altra tesi, meno attendibile, sostiene che il Santo sarebbe morto in carcere ad Angera, sul Lago Maggiore.

Nel secolo successivo, tra vicende controverse, i suoi resti (o gran parte di essi) furono portati a Venezia, dove furono definitivamente collocati nella chiesa a lui intitolata.
Fu papa Gregorio XIII, nel 1584, a iscriverlo tra i santi.

Il culto di San Rocco si affermò soprattutto durante il concilio di Costanza, nel 1414, quando imperversava la peste.
Si diffuse ovunque, soprattutto in Italia e nelle Fiandre grazie al contributo dei domenicani.
La venerazione di San Rocco fu confermata da Urbano VIII nel 1629.

E' festeggiato il 16 agosto.


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Ultima modifica
22.03.2008
Francesco Tacconi consulente ICTRealizzazione
Marco Arfanotti e Francesco Tacconi