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Giuseppe Mazzini (1805 - 1872) | |||||||||||||||
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Nel 1820, a soli quindici anni, è ammesso all'Università, dapprima alla facoltà di medicina, poi a quella di legge, ma ben presto si mostra più interessato agli studi politici e letterari. E' infatti del 1826 il suo primo saggio "Dell'amor patrio di Dante" (pubblicato poi nel 1837). Nel 1827 si laurea in legge, e nello stesso periodo aderisce alla Carboneria dove si adopera per la sua organizzazione in Liguria e in Toscana e cercando attivamente nuovi aderenti. Nel 1828 inizia la collaborazione con il giornale "L''Indicatore Genovese" e "L'Indicatore Livornese", due giornali ben presto soppressi dalla polizia sabauda e toscana, poiché la ragione letteraria dichiarata non era che una copertura di un'intenzione politica. Il 13 novembre 1830 fu arrestato per la sua attività e imprigionato nel carcere di Savona. Dopo varie tappe per L'Europa, giunge a Marsiglia dove fonda la "Giovine Italia" che aveva come motto "Dio e il popolo" ed come scopo l'unione degli stati italiani in un'unica repubblica. Nel 1832 inizia la pubblicazione della Rivista "La Giovine Italia" ma già nel 1833 si verificano le prime condanne a morte e le prime esecuzioni degli aderenti all'Associazione: lo stesso Mazzini viene condannato a morte in contumacia il 26 ottobre. Il 2 febbraio 1834 fallisce un tentativo di invadere la Savoia e Mazzini è costretto a rifugiarsi in Svizzera e da qui crea la "Giovine Europa" volta ad organizzare una rete continentale di "associazioni" analoghe all'originale italiana. Le sue iniziative, rivolte anche verso la stessa Svizzera, ne causano una sua prima espulsione nel 1835 ed una seconda e definitiva nel 1836. Dopo la proclamazione della Repubblica Romana il 5 marzo 1849, su invito di Goffredo Mameli, è a Roma dove ricopre la carica di Triumviro con Armellini e Saffi. Dall'esilio continua a perseguire il suo obiettivo tra molte avversità con tenace costanza. Tuttavia la sua importanza è più ideologica che pratica. Dopo il fallimento dei moti del 1848, i nazionalisti italiani cominciano a individuare nel re del Regno di Sardegna e in Camillo Benso conte di Cavour i due leader del movimento di unificazione. Ritornato a Genova, nel 1857, tenta, con Carlo Pisacane di organizzare la rivolta della città. Nel 1860, Mazzini ritorna a Genova e da qui passa a Napoli e a Caserta dove, con Garibaldi, il 5 novembre redige lo Statuto dell'Associazione Unitaria Italiana. Nel 1870 è di nuovo a Genova per poi partire alla volta di Palermo ma, viene arrestato e tradotto in carcere a Gaeta. Ritorna in Italia sotto falso nome (Brown).
Muore a Pisa il 10 marzo 1872. Approfondimenti: |
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