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Cesare Luigi Augusto Canini era nato a Sarzana il 30 marzo 1841 da Giuseppe, produttore di pasta, e da Luigia Landinelli.

Di carattere irrequieto, se ne andò di casa a soli diciotto anni per arruolarsi nei Cacciatori della Magra, un battaglione nato a Sarzana nell'aprile del 1859.
Scopo del battaglione era quello di sventare la minaccia di rappresaglie in seguito all'abbandono del territorio carrarese da parte degli estensi.
Per tale motivo i volontari sarzanesi si erano uniti a quelli carraresi (in gran parte cavatori) sui monti alle spalle di Carrara.

Partecipò quindi alle azioni dei Cacciatori della Magra ma il suo carattere insofferente lo fece congedare già sul finire dello stesso anno.

Nel maggio del 1860 si imbarcò a Quarto con il generale Garibaldi e, in Sicilia, si coprì di gloria nei combattimenti di Palermo tanto da meritarsi i gradi di sottotenente.

Dopo essere stato ferito in Aspromonte nel 1862, Garibaldi restò inattivo per quattro anni prima di combattere nuovamente nella guerra d'Indipendenza nel 1866.
In questo periodo Cesare Canini fece opera di propaganda tra i giovani della zona al fine di poter arruolare volontari quando Garibaldi avesse organizzato la nuova spedizione.
Quando ciò accadde, nel 1866, partì volontario con il grado di tenente aiutante maggiore.

Rimase ferito il 21 luglio nella gloriosa battaglia di Bezzecca.

L'anno successivo si trovò ancora al fianco di Garibaldi nella campagna romana a combattere contro i francesi e nella battaglia di Mentana rimase ferito, fatto prigioniero e condotto nel carcere di Castel Sant'Angelo.

Nel 1870 partecipò all'ultima impresa organizzata da Garibaldi, questa volta in soccorso della Francia aggredita dalla Germania, dove si distinse comamndano con il grado di capitano la compagnia dei Chasseurs des Alpes Maritimes.

Cesare Canini si era intanto sposato con Pietrina Bianchi, di Fosdinovo, dalla quale ebbe due figli e proprio a Fosdinovo andò ad bitare.

Dismessa la divisa, all'età di soli trent'anni, come spesso accade a molti reduci, non riuscì ad adattarsi ad una vita senza armi e senza pericoli.
Non gli mancarono neppure le occasioni per buone sistemazioni.
Durante le varie campagne aveva conosciuto molte persone che avrebbero ricoperto, in futuro, cariche importanti come ad esempio Francesco Crispi che quando assunse la Presidenza del Consiglio dei Ministri lo voleva a Roma negli uffici appena creati, ma Cesare Canini sempre rifiutò.

Passò così gran parte della sua vita in ristrettezze economiche.

Morì a Sarzana, a soli 58 anni, il 2 gennaio 1899.


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Ultima modifica
22.03.2008
Francesco Tacconi consulente ICTRealizzazione
Marco Arfanotti e Francesco Tacconi