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Carlo Chiocca (1818 - 1876) Amministrazione Servizi al cittadino Turismo e cultura Manifestazioni Eventi  English version

Carlo ChioccaIl canonico don Carlo Chiocca fu una figura davvero singolare nel panorama della Sarzana del Risorgimento.

Ne dà particolare testimonianza Corrado Martinetti che, nel suo libro “Sarzana colorata di memorie”, lo definisce senz’altro “un canonico inventore di bombe” (pag. 85) e racconta poi un episodio del quale egli stesso in gioventù fu protagonista:
“Nelle celebrazioni patriottiche si facevano pellegrinaggi al monumento innalzato sulla tomba del can. Chiocca, e destava in me viva sorpresa costatare che, ai vessilli tricolore dei veterani e delle associazioni cittadine, si mescolavano le bandiere rosse e nere delle Logge massoniche” (pag. 88).

Ciò avveniva sul finire dell’Ottocento. In realtà, il canonico Chiocca non fu certo un framassone ma la sua partecipazione attiva (anche se un po’ clandestina) ai moti risorgimentali è alla base di quei singolari “pellegrinaggi” rimasti nella mente del giovane Martinetti.

Semmai c’è da rammaricarsi che, oggi, la tomba del canonico, tuttora esistente nella parte vecchia del cimitero urbano (lato est, cioè verso la città) appaia dimenticata ed assai sciupata dall’incuria del tempo.

Carlo Chiocca nacque a Sarzana il 16 gennaio 1817. La sua famiglia imparentata per via femminile con quella illustre dei Mascardi, abitava al numero 13 di piazza della Calcandola, sotto i portici settentrionali.

Divenuto sacerdote, il giovane don Carlo si distinse per la passione nei confronti delle disciplina scientifiche come la fisica, la chimica e la matematica, a quel tempo pur guardata con un po’ di sospetto in campo ecclesiastico. Ma anche in seminario bisognava pur insegnarle, e l’incarico toccò proprio a lui, che era stato allievo del Marsili.

Insegnare fisica significava anche occuparsi del relativo laboratorio, piccolo ma attrezzato. Proprio in quelle stanze, don Carlo Chiocca realizzò - trasferendoli poi anche nella propria abitazione - alcuni esperimenti di fabbricazione di esplosivi che mise poi a disposizione dei patrioti: dapprima, nel 1849, quelli della Repubblica romana (al cui ministero di guerra aveva spedito il modello di una bomba di nuova ideazione), poi direttamente Felice Orsini, che nel 1858 attentò a Parigi alla vita di Napoleone III.

Singolare vicenda quella del rapporto tra l’Italia di allora e Napoleone III: mentre la spezzina contessa di Castiglione utilizza le sue arti femminili per convincere l’imperatore a sostenere le idee del Cavour, proprio a Sarzana si fabbricava la bomba che rischiò di mandare all’aria l’intero progetto.
Del resto, lo stesso canonico Chiocca, qualche tempo prima, aveva rischiato di saltare in aria insieme alle civette del torrione San Francesco, delle quali la sua casa era il terrore: dall’esplosione riportò una vasta cicatrice che gli sfregiava la gola.

Del resto, non proprio come lui, ma i sacerdoti incaricati del laboratorio fisico-chimico del seminario erano spesso personaggi singolari: come, nel Novecento, il canonico don Bernardino Raganti e, in tempi più recenti, il canonico don Elio Croxatto.

Don Chiocca, comunque, fu anche insegnante di “canto fermo”, disciplina per la quale la sua fervida intelligenza lo portò ad inventare un “fonometro” o “monocordo”, ed inventore - oltrechè di esplosivi - anche di pile elettriche e di altri strumenti utili per la vita civile.

I Sarzanesi gli furono sempre affezionati , e non solo loro: quegli esplosivi oltre che ai patrioti come l’Orsini sembra risultassero molto utili ai carraresi per perfezionare l’estrazione di marmo dalle cave delle Alpi Apuane.

 

Da "Società, economia, avvenimenti, personaggi di Sarzana" Volume II di Lamioni, Salviati, Gastardelli
Edito da Pubblica Assistenza "La Misericordia & Olmo" Sarzana e AISM - La Spezia


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Ultima modifica
22.03.2008
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