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Luigi Cadorna (1850-1928) | |||||||||||||||
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Figlio di Raffaele Cadorna (il Comandante della spedizione del 1870 a Porta Pia) e ZOPPIS Clementina. Percorse tutti i gradini della carriera militare all’interno dell’esercito italiano; nel 1908 gli fu offerta la carica di comandante in capo, ma la rifiutò; la accettò però più tardi, nel 1914, quando già si profilava lo scoppio della Prima Guerra Mondiale. Fermamente interventista, Cadorna continuò i preparativi bellici ammassando truppe ed artiglieria presso i confini con l’Impero Austro-Ungarico anche quando il governo dichiarò l’intenzione di mantenersi neutrale. Quando anche l’Italia entrò nel conflitto, il fronte italo-austriaco si rivelò subito come uno dei più cruenti; dopo alterne vicende, la direzione della guerra da parte di Cadorna portò nel 1917 alla disfatta di Caporetto, una immensa tragedia costata la vita ad oltre 300.000 uomini. Cadorna fu immediatamente sostituito col generale Armando Diaz il quale, anche grazie ad un miglior coordinamento con gli alleati, riuscì pian piano a recuperare lo svantaggio tattico fino ad arrivare alla vittoria finale (battaglia di Vittorio Veneto). Dopo la guerra il governo tenne un’inchiesta sulla disfatta di Caporetto, il cui esito non poteva che attribuirne la responsabilità a Cadorna. Nonostante ciò e sebbene non avesse aderito al fascismo, nel 1924 Benito Mussolini, incurante del parere negativo dei reduci, lo pose nuovamente a capo dell'esercito nominandolo a sorpresa Maresciallo d'Italia. Morì infine a Bordighera il 21 dicembre 1928
Testo Andrea Cargiolli |
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