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Anelito Barontini (1912 - 1983) Amministrazione Servizi al cittadino Turismo e cultura Manifestazioni Eventi  English version

Anelito BarontiniAnelito Barontini, pur provenendo da una famiglia del popolo, fu tra i protagonisti della vita politica sarzanese nel Novecento ed anche di quella italiana.

Operaio specializzato dello stabilimento di San Bartolomeo, alla Spezia, entrò già nel 1931 nel PCdI clandestino, il cosiddetto “fronte interno”, assumendo responsabilità su scala provinciale e poi ligure. Nel 1937 viene arrestato insieme a numerosi altri antifascisti e nel marzo successivo il tribunale speciale lo condanna a quattro anni di carcere.

Liberato nel 1943, è tra I primi ad organizzare la Resistenza, assumendo incarichi importanti con il nome di battaglia di “Rolando”, non già però nello Spezzino, ma nel territorio della VI Zona operativa, cioè alle spalle di Genova.

Però dopo il rastrellamento del 29 novembre 1944 e la crisi della prima brigata “Muccini” tornò ad occuparsi della Val di Magra, e fu lui il sindaco della Liberazione, insediandosi in comune a nome del CLN il 23 aprile 1945. Soltanto pochi giorni dopo, però, il 14 maggio, lasciò l’incarico a Goliardo Luciani, tornando ad occuparsi del partito.

Nel 1946 fu eletto deputato alla Costituente, e poi alla Camera per tre legislature ed al Senato dal 1963 al 1968. In quegli anni, sino al 1971, ricopre anche un incarico politico delicatissimo, quello di amministratore centrale del PCI.
Ci si può chiedere perché Togliatti e Longo avessero affidato proprio a lui, che certo non era un esperto di finanze, un compito del genere. La ragione sta in un episodio della Resistenza, che è narrato da Giulivo Ricci nel suo libro sulla storia della “Muccini”, alle pagine 406-410.
Alla fine del dicembre 1944 “Rolando” ricevette un compito di grande delicatezza: quello di Anelito Barontini“passare le linee” per recarsi a Roma, a prendere contatti con gli alleati, con il governo Bonomi e con i massimi dirigenti del PCI, tra cui Togliatti (che era ministro), Scoccimarro, Pajetta.
A Roma il ministro Casati gli consegnò la somma di cinque milioni di allora, forniti dagli alleati per riorganizzare la Resistenza in Liguria. Per evitare posti di blocco, Barontini tornò in zona operativa con un aereo militare e si fece paracadutare sui monti liguri con il denaro, consegnato sino all’ultima lira.

L’episodio accrebbe il suo prestigio nel partito, e certo fu tenuto presente da Togliatti e Longo quando anni dopo decisero di affidare proprio a lui la cassa del partito, ivi compresi i rapporti economici con il PCUS.

Nel 1970 torna a Sarzana come consigliere comunale e l’anno dopo diventa sindaco (per la seconda volta) al momento del ritiro di Paolino Ranieri, che lo era stato per 25 anni.

Dopo il 1975 lascia il comune e diventa presidente del consiglio dell’ospedale “San Bartolomeo”, proprio negli anni delicati in cui si avviano i lavori di costruzione del nuovo complesso di Santa Caterina: fu l’ultimo presidente prima dell’istituzione delle USL, nel 1978/1979.

Trascorse gli ultimi anni in famiglia, con la moglie, molto provati entrambi per l’avvenuta morte del giovane figlio in un incidente stradale.

La città di Sarzana gli ha dedicato l’efficiente complesso del centro sociale all’inizio di via Ronzano.

 

Da "Società, economia, avvenimenti, personaggi di Sarzana" Volume II di Lamioni, Salviati, Gastardelli
Edito da Pubblica Assistenza "La Misericordia & Olmo" Sarzana e AISM - La Spezia


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Ultima modifica
22.03.2008
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Marco Arfanotti e Francesco Tacconi